Aglio di Voghiera

L’Aglio di Voghiera DOP è di colore bianco luminoso e uniforme, raramente striato di rosa, il bulbo dell’aglio di Voghiera Dop è di grossa pezzatura e ha una forma rotondeggiante, leggermente appiattita nel punto in cui si inserisce l’apparato radicale.

Formato da una corona di pochi, grandi, spicchi regolari (chiamati bulbilli), uniti e ben compatti tra loro, avvolti da sottili tuniche bianche o striate di rosa, con una tipica curvatura esterna.

L’allicina, potente battericida che nasce dalla reazione chimica innescata dal taglio o dallo schiacciamento di uno spicchio, è il principio attivo responsabile del caratteristico e forte odore.

La zona di produzione dell’Aglio di Voghiera DOP comprende i comuni di Voghiera, Masi Torello, Portomaggiore, Argenta e Ferrara, situati nella provincia di Ferrara, nella regione Emilia-Romagna.

Le particolari ed intrinseche caratteristiche dell’aglio di Voghiera derivano dalla conformazione dei terreni argillosi e limosi in cui viene coltivato e dall’accurata opera di selezione da parte degli agricoltori.

Dopo la raccolta, che avviene tra fine giugno ed i primi di luglio, viene essiccato esclusivamente al sole e non è trattato con nessun genere di conservante chimico poi viene lavorato a mano e preparato in mazzi, trecce in diversi formati.

Le testimonianze archeologiche dell’antica Voghenza confermano il ruolo predominante che questo centro ebbe per il delta padano sino al secolo VII, centro amministrativo imperiale, una sorta di dogana da cui partivano attraverso il Po le merci destinate al nord-est dell’impero, verso gli empori di Adria ed Aquileia, oppure verso sud, con collegamenti endolagunari e stradali col porto di Ravenna.

Al termine dell’esperienza altomedievale gli Estensi, signori di Ferrara, furono i primi ad incentivare la produzione di aglio nel voghierese. Infatti, fu proprio a partire dal 1435, quando Niccolò III costruì il castello di Belriguardo a Voghiera, che l’orticoltura e l’allevamento dovettero mettersi al passo dei grandi banchetti di corte. In particolar modo l’aglio era necessario per coprire i sapori delle carni non più fresche.

L’esperienza acquisita nel periodo estense in campo agricolo, nel 1598 non andò perduta dati i successivi illustri proprietari, che individuarono il potenziale di queste terre. Più recenti, invece, sono le testimonianze scritte dei documenti contabili legati al commercio europeo di aglio e cipolla, datate a partire dal 1928, e la più attuale Fiera dell’Aglio di Voghiera.

L’Aglio di Voghiera DOP si conserva al meglio in luogo fresco, asciutto e ben aerato. Consumato fresco mantiene inalterate caratteristiche organolettiche e proprietà benefiche. Rinomato come potente afrodisiaco, questo prodotto è ingrediente ideale per piatti molto comuni. Oltre che nella gastronomia, l’Aglio di Voghiera DOP può essere utilizzato anche per creare in casa prodotti di bellezza per capelli, unghie e calli.