Anguria Reggiana

L’Anguria Reggiana è prodotta nelle tipologie: tonda, ovale e allungata.

La tonda ha le caratteristiche della tipologia Ashai Mijako: frutto tondo; buccia di color verde grigio e sovra striature di colore verde scuro; polpa croccante, soda e di colore rosso vivo a maturazione completa; peso variabile dai 5 ai 12 kg.

L’ovale possiede le caratteristiche della tipologia Crimson: frutto tondo ovale; buccia di colore verde medio-brillante e sovra striature di color verde scuro; polpa croccante, soda e di colore rosso a maturazione completa; peso variabile dai 7 ai 16 kg.

L’allungata ha le caratteristiche della varietà Sentinel: frutto allungato; buccia di colore verde medio brillante e sovra striature di color verde scuro; polpa croccante, soda e di colore rosso vivo a maturazione completa; peso variabile dai 7 ai 20 kg.

La zona di produzione comprende l’intera superficie dei Comuni di Bagnolo in Piano, Cadelbosco di Sopra, Campagnola, Castelnovo Sotto, Correggio, Fabbrico, Novellara, Poviglio, Rio Saliceto, San Martino in Rio e parte della superficie dei Comuni di Boretto, Brescello, Campegine, Gattatico, Gualtieri, Guastalla, Reggio Emilia, Reggiolo, Rolo, Rubiera.

Nel Reggiano la coltivazione dell’anguria è radicata per le caratteristiche climatiche del territorio e perché il frutto si inserisce bene in un piano di rotazione colturale al posto del pomodoro o della barbabietola da zucchero.

Nel Reggiano la coltivazione dell’anguria è radicata per le caratteristiche climatiche del territorio e perché il frutto si inserisce bene in un piano di rotazione colturale al posto del pomodoro o della barbabietola da zucchero.

La grande qualità dell’Anguria reggiana era già riconosciuta nel XVI secolo. Alcune testimonianze si trovano nelle corrispondenze fra le antiche corti del Rinascimento padano. Considerata prodotto d’élite fino al XVIII secolo, nel Risorgimento, che aprì le frontiere fra gli antichi e piccoli stati della Nazione, l’anguria si fece rapidamente conoscere fuori dalla sua terra d’origine. Da allora la sua fama non fece che crescere. E all’inizio del XX secolo la passione locale per il gustoso frutto estivo fece nascere numerose baracche, costruite in legno e frasche, dove era possibile acquistare il frutto intero appena raccolto o consumarlo sul posto tagliato a fette. Nel 1931 la Guida gastronomica del Touring Club Italiano citò poi la zona di pianura in provincia di Reggio Emilia come terra di “angurie (cocomeri) e meloni zuccherini”.

Nel novembre del 2016 l’Anguria reggiana ha ricevuto la certificazione Igp. Un risultato raggiunto grazie allo sforzo delle aziende produttrici riunite nell’Associazione produttori anguria reggiana (Apar), fondata nel 2009 per la valorizzazione e la promozione del prodotto d’eccellenza.