Ciliegia di Vignola

Il Ciliegio è una piante originaria dell’Asia che, secondo San Girolamo, fu portato in Italia nel 68 a.C. da Lucullo al ritorno dalla città turca di Cerasonte. In epoca medievale, i monaci si attivarono per la coltivazione di questa pianta che era a rischio di estinzione e la piantarono nei loro orti.

Nel XVI la diffusione del ciliegio si è intensificata sia per la qualità del frutto che per il pregio del legno particolarmente adatto in ebanisteria e per realizzare strumenti musicali come i flauti e le canne d’organo.

Nel corso dell’Ottocento, il consumo di ciliegie era riservato alle classi più facoltose e, il territorio di Vignola, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, si dedicava soprattutto alla coltivazione del gelso che era legato alla bachicoltura a sua volta fonte di materia prima per la seta. Quando il prezzo di questo tessuto crollò per effetto della concorrenza straniera si ripresero a piantare altri alberi da frutto tra cui proprio il Ciliegio, che divenne la pianta principale di Vignola e delle zone circostanti.

​La sua coltura veniva alternata con quella della vite, con prevalenza ora dell’una ora dell’altra a seconda della zona, poi emerge decisamente il ciliegio, più longevo e adatto alle peculiarità pedoclimatiche della zona.
Le produzioni agricole dalla fine del secolo progrediscono progressivamente, dal secondo dopoguerra la produzione aumenta notevolmente generando un notevole indotto commerciale e artigianale tale da far diventare la Ciliegia di Vignola il biglietto da visita di Vignola in tutti i mercati italiani ed esteri.

Ciliegie, dall’antica Grecia alla Toschi Vignola

Il nome ciliegia deriva dal greco κέρασος (kérasos), ad indicare la città di Cerasunte (nell’attuale Turchia) da cui, secondo Plinio il Vecchio, furono importati a Roma nel 72 a.C. i primi alberi di ciliegie. Per i greci la ciliegia era il simbolo di Venere, dea della bellezza che proteggeva gli innamorati: una credenza che è arrivata fino a noi con la tradizione siciliana che vuole che porti fortuna dichiararsi amore sotto i rami fioriti di un ciliegio. Le prime tracce certe della presenza del ciliegio a Vignola risalgono invece a metà ‘800 quando la pianta, in seguito alla crisi del commercio della seta, iniziò a sostituire la coltivazione del gelso (finalizzato all’allevamento dei bachi da seta) in parallelo a quella della vite. Furono gli anni Trenta e poi il secondo dopoguerra ad incoronare Vignola capitale della ciliegia: la produzione si ammodernò e aumentò tanto che si svilupparono tecniche di conservazione sotto spirito: l’idea della “Ciliegia Spiritosa” nacque nel 1945, quando i fratelli Giancarlo e Lanfranco Toschi misero in piedi la Toschi Vignola, l’azienda simbolo di tutto il territorio.

Ciliegie sulle rive del Panaro

La zona di produzione della Ciliegia di Vignola è una fascia sulla riva sinistra del fiume Panaro, tra i 100 e i 950 metri di quota. Oltre a Vignola, Marano e Savignano il territorio comprende in tutto 28 comuni delle Province di Modena e Bologna. Qui il terreno fertile a causa di passate inondazioni del Panaro e il clima fresco con precipitazioni abbondanti costituiscono un ecosistema unico per lo sviluppo ottimale delle ciliegie, di cui se ne producono tre tipologie: nere (come il Durone Nero I), rosse (come l’Anellone) e bianche (come il Durone della Marca), tutte mature a primavera inoltrata. La raccolta poi dura fino a giugno e viene effettuata ancora rigorosamente a mano con tecniche e riti che si tramandano di padre in figlio: ad esempio è usanza completare la raccolta delle ciliegie precoci prima del giorno di San Giovanni, perché pare che dopo vengano infestate da piccole larve bianche chiamate appunto “giovannini”.

La Ciliegia di Vignola deve rispondere alle seguenti caratteristiche qualitative:

  • polpa consistente e croccante ad esclusione della Mora di Vignola;
  • buccia sempre lucente ma di colore giallo e rosso brillante per la varietà Durone della Marca e di colore dal rosso brillante al rosso scuro per tutte le altre varietà;
  • sapore dolce e fruttato;
  • gradi brix non inferiori a 10° per le varietà precoci e 12° per tutte le altre;
  • acidità da 5 a 10 g/l di acido malico.

In relazione alla tipologia varietale vengono definiti i seguenti calibri minimi:

  • 20 mm: Mora di Vignola
  • 21 mm: Durone dell’Anella, Giorgia, Durone Nero II, Durone della Marca, Sweet Heart
  • 22mm: Bigarreau Moreau, Lapins, Van
  • 23 mm: Durone Nero I, Anellone, Samba, Ferrovia.

La zona di produzione della “Ciliegia di Vignola” consiste nella fascia formata dal tratto pedemontano del fiume Panaro e altri corsi d’acqua minori, dai 30 metri s.l.m. fino alla quota di 950 metri e comprende il territorio dei seguenti Comuni delle Province di Modena e Bologna:

1) In Provincia di Modena: Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Lama Mocogno, Marano sul Panaro, Modena, Montese, Pavullo nel Frignano, San Cesario sul Panaro, Savignano sul Panaro, Serramazzoni, Spilamberto, Vignola, Zocca;

2) In Provincia di Bologna: Bazzano, Casalecchio di Reno, Castel d’Aiano, Castello di Serravalle, Crespellano, Gaggio Montano, Marzabotto, Monte S. Pietro, Monteveglio, Sasso Marconi, Savigno, Vergato, Zola Predosa.

La ciliegia ha un forte potere antiossidante e antinfiammatorio e contiene anche vitamine (A, C) e sali minerali (potassio, calcio e ferro). Le ciliegie poi sono fortemente idratanti oltre che diuretiche e contengono Melatonina, che favorisce il sonno.

Sono inoltre ricche di Levulosio – uno zucchero a basso indice glicemico che viene assorbito più gradualmente dall’organismo – e Acido malico, una sostanza in grado di stimolare l’attività del fegato. Contengono caroteni e stimolano la produzione di collagene, due sostanze favoriscono benessere e bellezza della pelle.

Le ciliegie hanno importanti proprietà lassative, che nei bambini sotto i tre anni d’età possono essere causa di diarrea. Si utilizzano fresche ma anche in numerose preparazioni: marmellate, confetture, sciroppi, come aggiunta a yogurt e latte, candite, sotto spirito… e anche in liquoreria per la preparazione dello cherry-brandy.