Coppa Piacentina

Le origini della coppa piacentina risalgono all’epoca romana, ma sono state tramandate sin dal XIX secolo e si legano indissolubilmente a quella delle famiglie che abitavano le cascine situate tra le valli di Piacenza. La sua bontà ed unicità rendevano questo salume anche una sorta di premio: i proprietari terrieri lo usavano come mezzo per spronare i mietitori a lavorare di più.

La Val Nure e la Val Trebbia sono le zone dove si hanno alcune delle prime testimonianze della produzione della coppa, risalenti già al 1800. Un’altra testimonianza più tarda, collocabile al 1859, è relativa alla coppa di Bobbio, sull’alto Appennino. Oggi le zone principali di stagionatura sono le seguenti: Bettola, Lugagnano Val d’Arda, Carpaneto Piacentino, Pianello Val Tidone, Gragnano Trebbiense.

È prodotta in provincia di Piacenza ma con carne proveniente dal collo di maiali maturi, nati e cresciuti in allevamenti dell’Emilia Romagna e Lombardia, con i metodi previsti per il suino pesante padano.

Il taglio di carne, il muscolo cervicale del suino, viene ricoperto a secco con una miscela di sali e spezie e posto a riposare in un ambiente freddo. Viene massaggiato per far penetrare e assorbire bene la concia. Segue l’accurata fasciatura con pelle naturale di suino: la tradizionale “pelle di sugna”.

E’ dal 1996 che questo insaccato si è guadagnato il riconoscimento della denominazione di origine protetta.

La caratteristica della coppa piacentina è sua la dolcezza, che richiede una percentuale di sale limitata e l’uso sapiente delle spezie che non devono sovrastare il profumo dato dalla lenta stagionatura.