Grana Padano

La Pianura Padana, la valle del fiume Po, è la più vasta area alluvionale dell’Europa meridionale. Vi si parlano diversi dialetti, molti popoli l’hanno attraversata, vi si coltivano e lavorano innumerevoli prodotti. Eppure, dal punto di vista naturale, del suolo, del clima soleggiato e poco ventoso, è un unico grande ecosistema. E dai colli del Piemonte alle paludi venete, dalle prime salite del basso Trentino alle distese di campi e fattorie dell’Emilia Romagna uno stesso prodotto: il Grana Padano DOP, il formaggio della Grande Valle.

D’altronde, già nel cuore del ‘500 il loro antenato era richiesto da mezza Europa. E già allora, a mezzo millennio dalla prima caseificazione, deliziava anche «i Reverendi Abbati, Vescovi, Arcivescovi, Cardinali e Papi, i Conti, Marchesi, Duchi, Arciduchi, i Re e gli Imperadori». Ecco il «cacio piacentino», altrove detto «Melanese», «Lodesano», «Brassiano» piuttosto che «Mantoano» o «Veneto». E ovviamente «Parmesano», anche se il forestiero che pronunciava per tutti il nome «Grana» poteva star certo di essere compreso. Lo riferisce il conte Giulio Landi, feudatario di Caselle, nella sua Formaggiata: una lode al «Serenissimo re della virtude», il latticino a pasta granulosa e cotta che il nobile dona al cardinale Ippolito de’ Medici insieme a quel bizzarro componimento.

Arriva da lontano, il Grana Padano DOP. Tradizione vuole che la prima forma a pasta di «grana» sia stata prodotta nel 1135, in concomitanza con la fondazione dell’abbazia di Chiaravalle milanese. È quanto riportano gli agronomi Arrigo Caleffi ed Eugenia Mazzali, che nel loro Accadde molti secoli fa… Grana Padano (2000), ricordano l’origine delle grance: le comunità agrarie sorte all’ombra dei grandi monasteri benedettini e cistercensi; quelle stesse che «riportarono la valle del Po a una condizione vivibile, bonificando terre basse e impaludate, sistemando prati e marcite, e dando vita ai primi allevamenti di bestiame di questa nuova era».

Ci vollero poi secoli perché le tecniche di lavorazione e i luoghi di produzione di questa meraviglia venissero definiti per legge. Il Consorzio di tutela, e dal 1957 è suo compito istituzionale vigilare sulla produzione e commercializzazione del suo “tesoro”.

Dal Medioevo a oggi, la zona di produzione del formaggio Grana Padano DOP si estende lungo tutta la pianura Padana, in 32 province dal Piemonte al Veneto, Lombardia più Trento e Piacenza (anche se la produzione effettiva è oggi concentrata in 13 province principali). Dallo stesso territorio arriva il latte usato per la produzione, e qui sono allevate le mucche da latte.

Nel 1996 il GRANA PADANO ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta da parte dell’Unione Europea.