Lo gnocco fritto o il gnocco fritto

Molto simile alla pasta del pane, lo gnocco fritto è una specialità gastronomica tipica emiliana dall’origine antica. Quella del gnocco fritto è una tradizione culinaria diffusa in tutto il territorio emiliano prendendo nomi anche molto differenti tra loro. A Parma lo conoscono come “torta fritta”, a Ferrara come “pinzino” e a Piacenza quale “chisulén”.

Anche la loro preparazione si differenzia da provincia a provincia, e da comune a comune. Tuttavia l’indagine di questo articolo non è volta a comprendere quali siano le differenze, bensì chi inventò effettivamente questo piatto così buono. Invece a Ferrara si chiama pinzino, mentre a Bologna viene chiamato “crescentina”.

Inoltre, a seconda della provenienza, può avere delle variazioni nella preparazione e nella presenza o meno di alcuni ingredienti. E’ doverosa, inoltre, una precisazione: in Emilia non si chiama “lo” gnocco fritto ma “il” gnocco fritto!

La sua forma può variare dal tondo alla forma di goccia. Anche la sua grandezza può variare. Ciò che non cambia è il suo sapore, unico e inimitabile.
L’abbinamento più tipico con lo gnocco fritto è quello dei salumi, anch’essi tipici della regione come la mortadella di Bologna o ancora il prosciutto di Modena o ancora la coppa piacentina. Si abbina molto bene anche con i formaggi spalmabili o le conserve di frutta e verdura.

Le origini
E’ difficile individuare una storia univoca dello gnocco fritto.
Il primo riferimento a cui è logico pensare è relativo al popolo dei Celti. Infatti, quando sentiamo parlare di Boi, come nel caso del noto evento Modena Boica, si tratta di una tribù celtica nota con il nome per l’appunto di Galli Boi.

Uno dei tanti comuni denominatori dei popoli celti era senza dubbio la cucina, prevalentemente carica di proteine e di grassi, con protagonista la selvaggina, come i cinghiali, e l’allevamento dei maiali. Basti pensare a quanto ci viene raccontato da Asterix ed Obelix.

Il maiale era quindi fondamentale per i popoli celti, e ciò li discostava rispetto alla cucina a base di cereali, di pecora e di manzo come quelle Etrusche e Romane. E del maiale già i Boi sapevano che non si buttava via niente, e non di meno si pensa, con più di una ragione in questo senso, che furono loro a creare lo strutto. Questo ingrediente sarebbe diventato fondamentale per la preparazione del gnocco fritto e sicuramente la frittura nello strutto è stata poi ripresa anche per altri elementi della cucina modenese come le frappe e i borlenghi.

Tuttavia quel tipo di impasto è lontano dalla tradizione proteica dei Boi e sembra più invece legata agli etruschi e ai romani, che erano soliti preparare pani di varie tipologie. Non a caso si ritiene che l’origine della crescentina sia molto legata alla tradizione romana della tavola. Perciò a ragion veduta, il gnocco fritto appare agli occhi degli studiosi la perfetta combinazione della tradizione celtica e ligure da un lato con quella romano-etrusca dall’altro.