Nocciola del Piemonte

La denominazione IGP «Nocciola del Piemonte» o «Nocciola Piemonte» designa il frutto della cultivar di nocciolo “Tonda Gentile delle Langhe”, nome botanico della pianta “Corylus avellana”, coltivato nel territorio idoneo della Regione Piemonte, riservata ai frutti in guscio, sgusciati e semilavorati che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione.

La nocciola è uno dei frutti selvatici apprezzati dall’uomo sin dall’antichità.

Apprezzata dai Greci, la cui coltivazione fu poi consigliata da Catone (234 a.c.-149 a.c.) negli orticelli cittadini dell’antica Roma.

Plinio (23 d.c.-79 d.c.), nella “Naturalis Historia” attribuiva loro la causa di emicranie e flatulenze oltre che ad un potere nutritivo tendente all’ingrassamento del corpo. Tostati, invece, costituivano il rimedio per il mal di gola.

Nei poeti classici è facile riscontrarne la citazione: “…i pastori vi sostavano sotto le frasche e le ninfe innalzavano canti d’amore seduti sotto la sua ombra”.

Il merito di aver sperimentato l’impianto dei noccioleti nell’odierna zona di produzione, va all’On. prof. Emanuele Férraris, garessino di nascita ma langarolo d’elezione, che ebbe il merito di introdurre e di diffondere la coltura nel comprensorio dell’Alta Langa negli anni trenta, dimostrando la maggior produttività e la miglior resistenza della pianta alle affezioni parassitarie rispetto alla vite.

Prima d’allora, infatti, quasi tutti i contadini puntavano sul vigneto, in coltura specializzata o mista ed anche dopo il grande flagello fillosserico e peronosporico del 1879 – 81, che tutto devastò, non ebbero altro pensiero che la ricostituzione.

Oggi la vite, poco adatta a questa zona, è praticamente abbandonata.

Nel Novecento, si è registrata una forte espansione colturale proprio in relazione all’aumentata richiesta da parte dell’industria dolciaria.

Così le Langhe, la provincia di Cuneo e, di conseguenza, quelle vicine di Asti ed Alessandria sono diventate terreno fertile per la coltura del nocciolo, anche se su questo grande territorio collinare tale attività agricola si è affidata in pratica ad una sola varietà, quella “Tonda Gentile delle Langhe” che si è selezionata grazie ad un lento processo naturale guidato dell’uomo.

La storia della coltivazione va di pari passo con l’evoluzione dell’industria dolciaria e con la scoperta del gianduja (miscela tra cacao e nocciole). La sua creazione si attribuisce ai pasticceri torinesi che, a causa del blocco economico ordinato da Napoleone per i prodotti dell’industria britannica e delle sue colonie, cominciarono a miscelare il cacao con la più economica Nocciola Tonda Gentile delle Langhe.

Nel dicembre 1993 a seguito del riconoscimento dell’indicazione Geografica Protetta è stato costituito il Consorzio di tutela Nocciola Piemonte con lo scopo di promuovere e tutelare il prodotto, che ha ottenuto la certificazione europea definitiva nel marzo 2004.

La Nocciola del Piemonte IGP presenta una forma sub sferoidale, dimensioni non uniformi con calibri prevalenti da 17 a 21 millimetri. Il seme ha superficie corrugata e solcature più o meno evidenti, dal sapore finissimo e persistente. Il perisperma, di medio spessore, si caratterizza per l’eccellente distaccabilità alla tostatura.

Risulta ancora difficile individuare l’esatta zona d’origine del genere Corylus, nonostante fosse già diffuso dopo le glaciazioni del Pleistocene, nel nord-Europa, nel nord-America ed in Asia. Il nocciolo si caratterizza per l’estrema ricchezza delle varietà: la stessa nocciola del Piemonte (Tonda Gentile delle Langhe) pare derivi da incroci tra specie selvatiche, piuttosto che da una mutazione genetica.

Dopo la costituzione ha subito un notevole incremento produttivo solamente alla fine dell’Ottocento, in seguito alla modernizzazione delle tecniche colturali ed alla nascita di industrie locali, stimolate anche dalla richiesta dei pasticcieri torinesi.

La Nocciola Piemonte I.G.P., è particolarmente apprezzata dall’industria dolciaria per i suoi parametri qualitativi quali forma sferoidale del seme, gusto ed aroma eccellenti dopo tostatura, elevata pelabilità, buona conservabilità. Per questi motivi la Nocciola Piemonte è universalmente conosciuta come la migliore al mondo.

La nocciola, oltre ad un contenuto significativo di aminoacidi essenziali e di vitamina E, risulta particolarmente ricca in lipidi. In particolare, la frazione lipidica è costituita per oltre il 40% da acidi grassi monoinsaturi (come l’acido oleico) e presenta il più alto rapporto monoinsaturi/polinsaturi rispetto all’altra frutta secca.

Recenti studi sembrano dimostrare gli effetti positivi di un consumo regolare di nocciole sulla salute umana. E’ infatti confermato che una dieta ricca in acido oleico (lo stesso acido grasso presente nell’olio extra vergine d’oliva) consente di mantenere il cosiddetto “Colesterolo cattivo” a bassi livelli nel sangue, e di innalzare i livelli del “Colesterolo buono” che, con la sua azione protettiva sulle membrane cellulari, costituisce un’importante difesa delle patologie vascolari.