Pampepato o Pampapato di Ferrara

La lunga storia del pampepato ferrarese inizia, con ogni probabilità, nel corso del del Medioevo, quando si diffuse l’usanza di preparare dei cosiddetti “pani arricchiti” da consumare nei periodi di festa, specialmente quando non si poteva mangiare la carne.

Le origini del suo nome e della sua ricetta sono, però, estremamente controverse. Se molti associano la nascita del dolce ferrarese alle suore di clausura del XII secolo, che lo offrivano come dono natalizio agli alti prelati (Pan del Papa), alcuni fanno, invece, derivare la sua ricetta da quella di un’antichissima specialità del paese di Pontelagoscuro. Una lingua antica, poetica e perduta lo trasforma in Pampapato e Pampepato. Da secoli i due nomi convivono e la sostanza non cambia.

In ogni caso alcune testimonianze ne documentano la presenza presso la corte degli Estensi nel corso del XV secolo, mentre in un trattato cinquecentesco del cuoco rinascimentale Cristoforo Messibugo si possono rinvenire citazioni riguardanti l’esistenza di un pampepato ferrarese di zucchero.

Sono, dunque, probabilmente queste le ricette che hanno dato vita al Pampepato che oggi conosciamo e che ha subito, nel corso dei secoli, numerose trasformazioni. Da quelle riguardanti la forma che, nel XVII secolo (probabilmente ad opera delle monache del convento del Corpus Domini di Ferrara oppure in onore del cardinale Ippolito II d’Este), è diventata quella di una cupola, simile, quindi, ad una papalina o a uno zuccotto, sino all’introduzione del cacao nel suo impasto e, successivamente, agli inizi del XX secolo (grazie alla creatività del pasticcere Guido Ghezzi), anche nella copertura.

Il Pampepato è impreziosito da mandorle o nocciole finissime, da gustosi canditi, è insaporito con spezie profumate; la calotta è ricoperta infine di cioccolato fondente.

La sua lunga storia e l’evoluzione della sua ricetta hanno reso il Pampepato Ferrarese una specialità immancabile durante il periodo delle Feste nella bella città estense dove, ormai, rappresenta una vera e propria istituzione.

Il dolce speziato ferrarese è stato riconosciuto come una specialità estremamente rappresentativa della tradizione gastronomica locale, e come tale è stato inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) dell’Emilia Romagna.